Anatra un po’ Araba un po’ mia mamma

18 aprile 2015

607anatra'Quando ho visto la foto dell’anatra cucinata da Arabafelice, ho pensato che dovevo fare qualche cosa di simile. Per il consorte, che avendo sospettato l’ennesima preparazione di tortelli, si era già mooolto rattristato.
Non potendo replicare la ricetta così com’era, per la presenza di ingredienti da lui non amati, ho mediato, usando la ricetta di mia mamma e il procedimento di Stefania.
Alla fine il consorte ha mangiato i 6 tortelli che gli avevo amorevolmente messo nel piatto, quindi è passato a divorare mezza anatra (anzi, mia mamma l’avrebbe definita “canarone”, perchè come al solito era un maschio).

Ho usato una di quelle doppie pirofile che dispongono di una griglia appoggiata sulla teglia. Io sono stata tanto incerta prima dell’acquisto, salvo poi scoprire che costava una fischiata. In mancanza, è sufficiente appoggiare una griglietta su una pirofila con un velo di acqua.

Ingredienti:

  • un’anatra di almeno 1300 g (inutile sottolineare che è meglio una femmina, tanto si compra quel che c’è)
  • concia casalinga o insaporitore per arrosto
  • olio evo
  • aceto balsamico ma non troppo cremoso e pregiato, che non si presta alla cottuta

Aprite l’anatra dalla parte del petto, eliminate i residui di interiora (polmoni, laringe, cuore e ghiandole varie), sciacquatela e asciugatela. Se ci sono spuntoni di penne (ci sono!) eliminate anche quelli.

Insaporitela con la concia e appoggiatela sulla griglia della pirofila, come un galletto da fare al barbecue.
Ricordatevi un poco di acqua nella teglia, per evitare fumo.
Spennellatela con un’emulsione di olio e aceto e infornate a 220° C.
Dopo circa 20 minuti abbassate la temperatura del forno a 180° C.
Fate cuocere per un’ora e mezzo o anche più (a seconda delle dimensioni), girando e spennellando per 4-5 volte.

Mia figlia ha dichiarato che, fotografata intera, sarebbe sembrata un cadavere! Proprio come quella dell’Arabafelice!

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14 pensieri su “Anatra un po’ Araba un po’ mia mamma

    1. Grembiule da cucina Autore articolo

      Mi dispiace crearti difficoltà. Qui in Emilia è piuttosto diffusa, ma devo ammettere che spesso dentro all’addome ci sono i “fagiolini” (leggi testicoli). Mia mamma diceva: “non è un anatra, è un canarore”. Alla fine però si cucina anche il maschio. E’ meno delicato!

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