Gli uccellini scappati della zia

24 settembre 2015

588saltimbocca'La zia Gisella è stata la sorella prediletta di mia mamma, finchè tristi vicende familiari non le hanno allontanate, ma solo geograficamente.
Quando ero piccola, passavo qualche giorno, in estate, a casa delle varie zie. Allora usava.

Il soggiorno presso la zia Gisella era il più divertente, perchè gestiva una carto-libreria e io passavo tutto il tempo nel retrobottega a leggere libri senza aprirli troppo, per non rovinarli.
La zia aveva molto rispetto per la mia passione alla lettura ed era stata la prima ad accorgersi che a quattro anni sapevo già  leggere qualsiasi cosa mi mettesse davanti e non i libri che sapevo a memoria, come diceva mia mamma.
Le piaceva anche cucinare e, quando ero da lei, mi preparava dei mangiarini invitanti, forse per dimostrare a sua sorella che non ero poi così inappetente. Infatti mi pesava all’arrivo e alla partenza, per documentere le sue tesi.
Una cosa che mi faceva spesso erano gli “uccellini scappati”.
Io non so quale fosse la sua ricetta, perchè ero davvero piccola.
Mi ricordo che mi faceva raccogliere delle foglie di salvia e mi diceva che non bisognava sfogliare il fusto, ma cimare la punta.
Questa è una versione condizionata da quel che leggo in giro e da quel che avevo in frigo.

Ingredienti:

  • 6 fettine di lonza di maiale
  • 3 fette di prosciutto cotto (mi pare che la zia usasse la mortadella)
  • 6 foglie di salvia
  • farina
  • concia
  • burro
  • vino bianco per sfumare

Condite le fettine di carne con la concia, oppure con sale e pepe o con un insaporitore per carni.
Su ogni fettina disponete mezza fetta di prosciutto cotto e una foglia di salvia.
Ripiegate a metà, fermate con uno stuzzicadenti e infarinate.
Fate rosolare da ambo le parti con un cucchiaio di burro, quindi sfumate con poco vino e fate cuocere brevemente.
Non versate il vino direttamente sulla carne, ma di lato.
Le fettine di lonza sono cotte in pochissimo tempo.
Protrarre la cottura le fa indurire.

Servite subito e ricordate di avvisare i commensali della presenza dello stecchino.

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36 pensieri su “Gli uccellini scappati della zia

  1. Neda

    Da noi li chiamano “mombolini” e li fanno con fettine di coppa di maiale (la carne fresca non l’insaccato), ma senza prosciutto o mortadella, con la salvia e il vino bianco, senza infarinatura e cotti a lungo, almeno tre ore, devono essere molto croccanti, alla fine e si devono sciogliere in bocca. Con il sughetto che rimane nella padella, viene condita la polenta calda sulla quale si è messo un po’ di grana grattugiato.
    Buon pomeriggio.

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