Stinchi di maiale con verza

10 marzo 2016

897stinchi-verza'Ho visto passare su questo schermo stinchi cucinati da “amiche” del web con colori e tempi di cottura davvero diversi dai miei.
Io non ho mai cotto uno stinco in mezz’ora, ma perfino quelli precotti hanno tempi di cottura più lunghi.

Comunque, quando ho rivisto la ricetta di Libera, ho pensato di copiare il suo sistema di cottura.
Mi raccomando, non confrontate il colore del suo stinco col mio!
Vorrei precisare che qui nella mia zona si allevano suini di grandi e grandissime dimensioni, i discendenti di “Padus”, quindi anche gli stinchi non scherzano!

Ingredienti:

  • 2 stinchi di maiale crudi e senza cotenna
  • poco olio evo
  • brodo vegetale
  • foglie esterne di verza
  • un battuto di carota cipolla, sedano e poco aglio
  • olio evo
  • un bicchiere di vino rosso
  • un cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • sale e pepe

Rosolate gli stinchi in una pentola unta con olio.
Quando avranno preso un bel colore (?) versate nella pentola una buona quantità di brodo bollente, ma senza coprirli del tutto.
Incoperchiate e fate cuocere per 20 minuti.
Girateli e fateli cuocere ancora 20 minuti.
Eliminate il coperchio e lasciate consumare il liquido.
La carne deve comunque staccarsi dall’osso.

Intanto tagliate la verza, ben lavata, a listarelle.
Fate rosolare in padella il battuto con quanche cucchiaiata di olio.
Unite la verza e bagnate col vino in cui avrete sciolto il concentrato.
Fate sfumare, aggiustate di sale, pepate e fate cuocere coperto finchè la verza non sarà tenera.

Mettete gli stinchi cotti nella padella con la verza e fate insaporire.

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32 pensieri su “Stinchi di maiale con verza

  1. un'antipatica in cucina

    Allora!!! 😀 Dai che diventi Triestina anche tu ed io Emiliana, facciamo il gemmellaggio Trieste/Corrreggio ❤
    A parte tutto, ti/vi sono pòiaciuti? Io li cucino sempre così, a seconda della grandezza modifico i tempi di cottura/giravoltamento ma non puzza e non sporca e non è poco. Ciao Simona ora vado qui sotto ❤

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  2. un'antipatica in cucina

    Ho riflettuto sul colore del tuo stinco: andrebbe rosolato di più all’inizio e alla fine, ripassato nel suo grassetto per colorarlo, tanto quel sughetto non si utilizza, almeno noi no, ne rimane così poco 🙂
    A me lo stinco piace ma dev’essere morbido e non stopposo come capita a volte di mangiarlo nei locali: in Slovenia ed Austria hanno una marcia in più, ma sono popoli “goderecci” 😉

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    1. Grembiule da cucina Autore articolo

      Effettivamente… Non posso nemmeno dare la colpa alla pellicola. Un tempo la Kodak esaltava i toni rossi e la Fuji quelli verdi. Ma adesso? ;).
      Io non ho mai mangiato lo stinco nei locali. C’era solo quel posto sulla strada per Modena. Si sa qui non siamo molto goderecci. La gente pensa solo a lavorare!

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