Una storia d’amore

5 maggio 2016

Una storia d’amore.

Oggi ho rivisto una compagna di scuola che, negli ultimi quarant’anni, avrò incontrato tre o quattro volte, perchè si è sposata giovanissima e si è trasferita lontano da qui.
Ma non parlerò di questo incontro, perchè altri hanno già raccontato di come sia semplice e naturale riallacciare i legami dell’adolescenza.
Ci siamo ritrovate esattamente come allora, quando, con le penne per aria, interrompevamo gli esercizi di inglese per parlare delle “altre”.
E mi ha raccontato la storia di M.

M. era tra le più brave della classe, era graziosissima, con un dolcissimo modo di rapportarsi agli altri e proveniva da una famiglia decisamente benestante.
In terza superiore M. aveva un ragazzo. Un grande amore che in quinta la mollò per motivi che furono oggetto di varie supposizioni, ma che nessuno conobbe realmente.
Dopo di che  M.  non ebbe mai nessun altro uomo.
Si dedicò al lavoro, ai nipotini e alla cura dei genitori.
Il suo grande amore ebbe diverse storie ma mai abbastanza stabili da farsi una famiglia.
Rimasero sempre buoni, buonissimi amici.
Quando eravamo già tutti maturi, lui si ammalò.
Lei lo seguì e lo assistette nella malattia, fino a quando lui non le chiese di sposarlo.
Il matrimonio fu celebrato in ospedale perchè lui non poteva più alzarsi da quel letto.
Due giorni dopo lei era vedova.

E dopo questa storia mi chiedo di cosa stiamo a lamentarci.
Perchè a volte, anche chi sembra aver avuto tutto, in realtà è stato privato di tutto ciò che può rendere felici.
Dopo questa storia non mi viene in mente nulla da mangiare!
Alla pelle d’oca iniziale si sono sostituite le lacrime. Che non servono a niente
Sono sicura che  M. è stata capace anche di non piangere.

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