Filetto estivo

25 luglio 2017

L’altra sera mio marito mi ha fatto tornare  ai tempi delle escursioni in montagna, quando in Appenino incontravi in un giorno un altro gruppo, se c’era molta gente in giro.
Nessuno si sognava di girare per sentieri in bici (le mountainbike non erano ancora state importate ed erano una peculiarità dei postini americani) e di moto non si sentiva nemmeno il ronzio.
Nemmeno il goretex c’era. Gli scarponi erano di cuoio, pesanti e sempre bagnati e io mi riempivo i piedi di vesciche che a fine giro erano già rotte e le calze (sempre due paia, uno di seta sotto e poi uno di lana) erano tutte intrise di sangue.
Le macchine fotografiche erano analogiche, e ci si portava dietro una borsa piena di obiettivi.
In questo quadretto c’era una coppia di amici in cui lui portava la macchina e lei voleva le foto.
E ad ogni passaggio, punto panoramico, cima, vetta, canalone o croce lei cominciava: “L@@@o fa’ una foto! L@@@o fa’ una foto!”

Beh, l’altra sera, mio marito ha cominciato: “Picci fa’ una foto, fa’ una foto, hai fatto una foto?”
“Ma a cosa?”
Già, a cosa? Ad un semplice filetto all’aceto su un letto di verdura!
Di filetti in realtà ne ho cucinati due perchè, con questa storia del suino leggero, sono sempre più piccoli.

Ingredienti:

  • 700-800g di filetto di maiale
  • trito aromatico (rosmarino, salvia, alloro)
  • olio evo
  • aceto di mele
  • vino bianco
  • due spicchi di aglio
  • sale e pepe

Ungete i filetti, cospargeteli col trito e aggiungete gli spicchi d’aglio leggermente schiacciati.
Fate riposare per un paio d’ore o più.

Trascorso questo tempo, strofinate con l’aglio una padella di giuste dimenzioni, aggiungete un poco di olio, mettetela sul fuoco e adagiatevi i filetti.
Fateli rosolare da tutte le parti, salate, pepate e sfumate con mezzo bicchere di vino misto ad aceto.
Abbassate la fiamma e fate cuocere per circa un quarto d’ora rigirando spesso. l tempo dipende dalle dimensioni del filetto e dai gusti personali. Comunque, quando pungendo la carne, uscirà liquido trasparente, dovrebbe essere cotto per tutti.
Avvolgete il filetto nella stagnola e lasciatelo raffreddare.

Filtrate il fondo di cottura e l’eventuale liquido che si formerà nell’involto.
Affettate la carne, disponetela su un letto di verdure a piacere e conditelo col suo fondo di cottura.

Nota:
Il piatto si gusta meglio dopo un’escursione di almeno mille metri di dislivello!

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36 pensieri su “Filetto estivo

    1. Grembiule da cucina Autore articolo

      Grazie Neda! Io mi sento un po’ indignata e un po’ schifata quando leggo post di persone della mia età che hanno scoperto la montagna reggiana stamattina e si sperticano a dichiarare il loro amore per il Ventasso, il rifugio Battisti e prati di Sara, mentre 40 anni fa’ ci giudicavano sfigati perchè andavamo in quegli stessi posti. Diciamo che, a modo mio, mi son tolta un sassolino!
      Buona notte.

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      1. Neda

        Io non capisco quelli che vanno in vacanza in località esotiche e lontane, ma non hanno mai visitato i luoghi della loro provincia, della loro nazione, della quale non conoscono nemmeno la storia.
        A me, quando ero piccola, prima hanno fatto conoscere il mio paese, poi i dintorni, quindi la città con i suoi monumenti e la sua storia, poi il resto della provincia e quindi la regione, allargando il raggio sempre di più, e l’Italia fin dove era possibile. In Europa ci sono poi andata da sola, diventata adulta. Poiché l’Europa non ho avuto modo di visitarla ancora tutta e ciò, purtroppo ormai non accadrà più, non sono nemmeno uscita nel resto del mondo, del quale, oggi, con internet posso “visitare” parecchio, senza muovermi da casa e anche vedendo molti documentari senza spreco di denaro e di fatica.
        Conosco persone del mio paese che sono andate a Cuba o in India, ma non hanno mai visto le incisioni rupestri della Val Camonica, a due passi da noi, e non hanno mai visto i fenomeni atmosferici del Pizzo Badile e della Concarena, oppure non sono mai stati a Brescia a visitare lo stupendo museo di Santa Giulia o la pinacoteca Tosio-Martinengo e il Capitolium.
        Credo che la maggior parte della gente segua le cosìdette mode, come quella di andare al mare e, invece di starsene tranquilli a poltrire al sole leggendo un buon libro, passano le giornate a faticare con gli attrezzi che “scolpiscono” il corpo, ma che, alla fine, li faranno rientrare dalle ferie più stressati di prima.

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      2. Grembiule da cucina Autore articolo

        Io e mio marito abbiamo cominciato ad “esplorare” la nostra zona quando eravamo già entrambi autonomi, poi ci siamo spinti in Toscana e in Lombardia. C’era tanto di bello, non solo la montagna.
        Una delle persone di cui sopra, tempo fa’, partiva per Santo Domingo e non sapeva nemmeno su che isola si trova. Ha passato la vacanza in un villaggio attrezzato, che le sarebbe bastato andare in palestra.
        Ma basta, che polemizzare rende vecchi 🙂

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      3. Neda

        Quando ho incominciato a girare da sola, prima di partire mi procuravo mappe della zona da visitare, libri con gli usi e costumi, con le notizie storiche, ecc. Mi sono fatta una bella raccolta di dépliants, immagini, cartoline, insomma tutto ciò che riguardava il luogo, soprattutto durante il viaggio. Ogni tanto vado a rivedere quei cimeli conservati sulle scaffalature della mia biblioteca, suddivisi per località e rivivo i miei viaggi di allora, confrontandoli con le mappe Google di oggi. Ieri ho rivisto alcuni luoghi della Liguria e ho ricordato Alassio, il caffé Roma con il Roof garden e i pittori Mario Berrino e Alfonso Martinez, “percorrendo” le strade con l’omino giallo della mappa.
        Sono tornata ai miei 23 anni.

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      4. Grembiule da cucina Autore articolo

        Si tratta dell’ipotesi di uno scrittore ungherese secondo la quale ognuno può essere collegato a qualsiasi altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari (la teoria dei sei gradi di separazione)
        È il titolo di una trasmissione di radio 3

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  1. Caramello Salato

    Che bel tuffo nel passato 🙂 sembrerebbe che siano passati milioni di anni tanto le cose sono cambiate 🙂 e siamo qui con i nostri blog a scrivere pensieri su computer portatili 🙂 e ha un aspetto davvero fresco ed estivo anche il tuo filetto. Buona serata cara Simona

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  2. Paola

    Beh, spero si possa mangiare anche sul livello del mare 😉 Sto scherzando ovviamente, domani arrivo nel tuo Appennino e avrò modo di passeggiare anch’io, con qualche comodità in più, ma non molte. Il filetto ci aspetterà per la cena (anche il filetto dell’Appennino è più buono)

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